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Sui prezzi delle cornici

L'esperienza mostra come sia evidente che, soprattutto per chi per la prima volta metta piede in un negozio di cornici, la preoccupazione principale riguarda il prezzo.
Ovvero, il cliente del corniciaio di solito entra con un “non detto” relativo al prezzo. Ciò è tanto più vero se, appunto, una persona non abbia mai chiesto un preventivo ad un corniciaio. Qualcuno è così timoroso che viene in avanscoperta: entra senza l'oggetto da incorniciare, oppure le persone sono mandate da altre per informarsi in attesa di avere elementi sufficienti per decidere.
Tutto ciò è comprensibile ed è per certi versi corretto considerato che si tratta di spendere dei soldi. Non trova giustificazione invece nella realtà poiché il corniciaio è un artigiano che realizza un oggetto esclusivamente per voi, ma non ha nessuna intenzione di derubarvi. Vi chiederà il giusto ricompenso per il suo lavoro e nulla più. Certamente desidera rivedervi.
Sappiate fin da subito che, genericamente, a parità di misura, per una cornice potrete spendere la metà, il doppio, il triplo, la metà della metà, la metà della metà della metà, oppure dieci volte tanto il triplo del quintuplo! Chiaro no? Ovvero non è possibile, senza considerare il modello di cornice, dire a priori quanto si spenderà.
Andare da un corniciaio equivale a richiedere prima di tutto un servizio: la cornice su misura. Analogamente a chi si reca da un sarto, il cliente del corniciaio sta chiedendo che qualcosa venga realizzato esclusivamente, almeno nelle misure, per il suo oggetto. E da questo non si può prescindere.
E' ovvio che se vado in un qualsiasi grande magazzino e vedo una cornice 30 x 40 centimetri venduta a 7 euro, e poi il corniciaio mi chiede 20 euro per la stessa misura posso pensare che ci sia qualcosa che non quadra.
Allora dovremmo chiederci se il materiale è lo stesso. Solo per curiosità si sappia che spesso i produttori di aste hanno una scorta di merce in stock, che vendono a molto meno. Spesso si tratta di materiale di seconda e terza scelta. Anche un artigiano potrebbe comprare quella stessa merce ma allora si metterebbe in concorrenza con la grande distribuzione e non gli converrebbe salvo diventare egli stesso un grande distributore di cornici.
Quindi, salvo eccezioni, difficilmente un corniciaio proporrà un prodotto analogo a quello del grande magazzino. E' ovvio che il suo prodotto sarà qualitativamente diverso e, giocoforza, più pregiato.
Veniamo poi al discorso delle misure. Per il corniciaio, realizzare una cornice 30 x 40 cm (misura standard facilmente trovabile nella grande distribuzione) oppure 29,9 x 39,9 cm, oppure ancora 33,3 x 48,7 è esattamente la stessa cosa: si tratta di una cornice su misura. Il corniciaio ogni volta realizza una cornice con misure diverse e quindi per lui anche una 30 x 40 è una cornice su misura. E la manodopera non è definita dal fatto che una cornice abbia una misura ma dal tempo impiegato.
Quindi...senza timore, entrate dal corniciaio, portate il vostro oggetto, fatevi fare diversi preventivi e siate liberi di uscire senza comprare nulla così come siete entrati. Non si fa così anche nel negozio di scarpe?


Sulla cornice...

“Dalla cornice non si scappa, anzi più ti avvicini più perdi il centro della scena. La cornice è la demarcazione secca e definitiva fra quello che c’è e quello che ci sarebbe potuto essere. Dentro sei eterno e prigioniero, fuori sei libero ma effimero... Da che parte sta l’arte?”  (A. Zamboni, L'ultimo quadro di Van Gogh, Ed. Infinito, 2010)

Il rapporto tra cornice e quadro non deve essere considerato analogo a quello dell'abito con il corpo, "perché l'abito copre il corpo, e, invece, la cornice ostenta il quadro".  Inoltre, la cornice non è ornamento in quanto essa mostra l'immagine cui si riferisce senza attrarre su di sé l'attenzione, là dove l'ornamento invece esplica la propria funzione di ostentazione solo dopo aver attratto l'attenzione su di sé: "invece di attirare su di sé lo sguardo, la cornice si limita a condensarlo e a indirizzarlo sul quadro" (Ortega y Gasset, Meditazione sulla cornice)

... facciamo allora un passo indietro e cominciamo con il prendere in considerazione la cornice nella sua accezione più letterale, intendendola cioè come cornice materiale del quadro. Essa protegge l'immagine dipinta sulla tela, la stabilizza, la rende facilmente trasportabile: l'immagine incorniciata è un'immagine mobile, che può essere spostata e inserita in luoghi e contesti diversi, nei quali, però, proprio a causa della cornice che la circonda, essa mantiene una certa autonomia. Tramite la cornice, l'immagine diviene così un oggetto trasportabile e capace di determinare almeno in parte, nei diversi contesti in cui verrà a trovarsi, le modalità del proprio esser-vista, letta, interpretata. In quanto risultato di un gesto intenzionale con cui l'immagine viene delimitata, separata dal contesto e rinchiusa in un contorno, la cornice sottolinea il confine che separa lo spazio della rappresentazione e della figurazione dallo spazio circostante, e costringe lo sguardo che transita uniformemente da una regione all'altra dello spazio a soffermarsi con attenzione di fronte a un'immagine che gli si propone come rappresentazione e messa in scena. In altre parole, la cornice impone allo sguardo 'ordinario' di trasformarsi in visione e contemplazione, e allo spettatore di porsi nei confronti dell'immagine in una relazione 'estetica', l'atteggiamento della fruizione, della valutazione, dell'interpretazione (Antonio Somaini) leggi tutto

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